Il veterinario: una risorsa contro l’abbandono dei cani


Il 60,5% dei veterinari adotta un animale abbandonato

Negli ultimi tre anni, il 77% delle strutture veterinarie ha vissuto almeno un caso di abbandono.

Il 60,5% dei medici veterinari presso i quali è stato lasciato l’animale l’ha poi adottato: 1,8 animali adottivi pro-capite, nell’ultimo triennio, è il dato medio che emerge dalla consultazione avviata dall’ANMVI sull’abbandono animale.

All’indagine sull’abbandono di animali, presso le strutture veterinarie private per animali da compagnia hanno partecipato medici veterinari di tutta Italia con 1074 compilazioni; si è svolta dal 25 settembre al 30 novembre scorso, tramite questionario on line e cartaceo.



L’indagine promossa dall’ANMVI conferma un fenomeno tutt’altro che irrilevante e mai affrontato prima d’ora. L’ha fatto l’ANMVI, anche per raccogliere proposte. Ne sono arrivate due su tutte: la prima richiesta della Categoria è di una maggiore collaborazione da parte delle istituzioni preposte (Asl, Comuni e Forze dell’ordine in cima); la seconda è di approfondire le iniziative legali che si possono avviare a tutela dell’animale e del professionista stesso.

Il veterinario: una risorsa contro l’abbandono dei cani

I risultati dell’indagine promossa dall’ANMVI

Nell’ultimo triennio, il 77% veterinari che hanno contribuito all’indagine hanno avuto almeno un caso di abbandono e – nella maggioranza dei casi – sono diventati, volenti o nolenti, proprietari adottivi (650 c.ca) di animali di cui nessun altro si è fatto carico, né i canili, né i rifugi, né le associazioni protezioniste, né l’eventuale proprietario, né il Comune, né la Asl. Non mancano Veterinari che hanno adottato fino a tre e oltre tre animali (un buon 22%). Il fenomeno assume contorni ampi se lo si considera nella sua globalità, considerando anche i casi in cui l’animale abbandonato è stato collocato o riconsegnato. L’ha vissuto il 77% dei veterinari aderenti all’indagine. In maggioranza si tratta di strutture sprovviste di un ingresso regolamentato o sorvegliato. Quasi sempre, nella zona limitrofa è presente una Asl, un centro di protezione animale o un canile. Ciononostante, la struttura veterinaria rimane esposta all’abbandono e alle sue conseguenze economiche: mantenimento dell’animale, mancato onorario.

Gli animali abbandonati dal veterinario

In media, circa 100 animali all’anno, fra cani e gatti, dopo essere stati portati dal veterinario per le cure non vengono più ritirati. Sono di più i gatti (57%) dei cani. E di più gli animali senza proprietario (82%, di cui il 36% cani e il 59% gatti). Ma anche il dato del paziente proprietario è significativo: il 19% sono cani non più ritirati dal proprietario, percentuale che arriva al 24% per i gatti; nel 27% dei casi si tratta, cane o gatto che sia, di un paziente sottoposto a cure straordinarie.
Una media di 100 animali/anno viene portata al pietoso soccorso e mai più ritirata: nessuno paga e l’animale è scaricato sulla struttura.

Chi abbandona dal veterinario

Il soggetto che abbandona è prevalentemente occasionale e ignoto. Ma le testimonianze che hanno accompagnato la compilazione del questionario raccontano, non di rado, di un proprietario insolvente come responsabile del gesto. Nel 58% dei casi è un proprietario/detentore moroso, che lascia l’animale portato in cura “per non pagare le spese veterinarie”; è questa la spiegazione ricorrente, che i veterinari attribuiscono difficoltà economiche e, più raramente, a difficoltà di convivenza con l’animale. “L’abbandono da parte di proprietari insolventi crea serie difficoltà economiche e legali”. La situazione è delle più classiche: “Intervento di chirurgia ortopedica su cane per incidente stradale lasciato in ospedale per oltre due mesi, poi è stato affidato”.

L’indagine non rileva dati di punizione del reato a seguito di denuncia. Le denunce per abbandono sono del resto poche (9%); quando vengono sporte è principalmente alla Polizia Municipale, seguono a ruota, Polizia di Stato e Carabinieri. Solo il 7% di chi sporge denuncia si rivolge alla Procura/ Magistratura.

Fonte: http://www.anmvioggi.it








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