Linguaggio e mente del cane

Il cane non concepisce il bene come lo concepiamo noi, il cane ama principalmente chi rispetta, adora il suo capobranco e lo seguirebbe in capo al mondo e si getterebbe nel fuoco per lui.

Il coccolare e baciare è una manifestazione molto umana, anzi per il cane sono dimostrazioni di dominanza e all’inizio nessun cane li accetta, poi col tempo impara anche il linguaggio umano e riesce a capire che quelle manifestazioni non sono pericolose per lui, ma non credere che sia contento di questo, anzi posso dire che si spazientiscono parecchio quando li sbatacchiamo ecc., ma queste nostre manifestazioni hanno un compito ambivalente: dimostrare la nostra umanità e nel contempo sottometterlo (utile per farlo essere un subalterno), perché nel linguaggio canino chinarsi su un cane, mettere la testa vicino, sono tutti segni di dominanza, per questo alcuni cani non abituati ad essere maneggiati in questo senso, quando si avvicina il viso lo deturpano, proprio per “difesa personale”;

Quando si incontrano i cani, si deve stare ben eretti, non guardarli negli occhi (segno di sfida), non tentare di accarezzarli, ma rimanere totalmente indifferenti e solo se il cane si avvicina, si deve mettere una mano sotto al naso del cane col palmo rivolto all’insù, per dargli la possibilità di “odorarci” e solo allora, se il cane ci farà le feste, potremmo ricambiare con una semplice carezza sulla testa, ma se il cane rimane impassibile non si deve prendere alcuna iniziativa.

In realtà pensaci bene, la maggior parte di noi, che prende cani li prende per manifestare il proprio amore su di essi, usandoli a nostra insaputa come valvola di scarico per le nostre frustrazioni ed insoddisfazioni; il cane non parla, ti guarda e non ha mai nulla da obiettare, ti ama se sei magro, sei grasso, sei un delinquente, un assassino persino, per il cane non esiste né il bene né il male, così come non si possono definire i cani né buoni né cattivi, sono semplicemente cani, creature meravigliose, enigmatiche, empatiche e piene di mistero, completamente diverse da noi; è questo il lato da amare del cane, la sua diversità, il suo essere istintivo e nello stesso tempo la sua razionalità, il suo bisogno di ordine, di gerarchie, la loro società è perfetta; non ci sono invidie, non ci sono competizioni; il capo è il capo, perché ha meritato di diventare capo, la loro è davvero una società meritocratica, non come la nostra, dove ognuno tenta di fare le scarpe all’altro, dove tutti hanno bisogno di apparire; nella società dei canidi, ognuno ha il suo ruolo: il capobranco, i suoi gregari diretti, le balie, le tate, i cuccioli, i guardiani, gli affiancatori alla caccia, gli abbattitori; ognuno ha il ruolo che gli compete.

Quando il cane ci guarda con occhi adoranti, è perché ci rispetta, gli diamo da mangiare, da bere, puliamo i loro bisogni, li curiamo, insomma siamo dei capobranco che provvedono al fabbisogno del branco.

 

Rossana Rossi, educatrice cinofila
Per domande sull’educazione del cane e su problemi comportamentali contattare Rossana: igorlaila@alice.it
Associazione Volontari Rifugio Antonio Huete y Aranda
Canile di Furbara-Santa Marinella Roma