Educazione del cane: regole educative

Prima di elencare le regole principali e qualche gestualità fondamentali del linguaggio canino, che serviranno per gestire il proprio cane, o più cani insieme, devo ricordare che il cane è un essere pensante come noi e prova emozioni come ogni essere umano, ma con una piccola differenza, che non può parlare o essere capito come un essere umano, perché il linguaggio canino è molto complesso e vario e a volte non viene capito da noi esseri umani.

 

La cosa più importante è capire il linguaggio canino basandosi su alcune regole fondamentali e instaurare un rapporto di fiducia e rispetto, tra il proprio cane e noi, e o con la propria famiglia che circonda il cane, ricordando che il cane è un animale sociale da branco, che vive in una società fatta di gerarchie, ricordando che il capo branco è detto soggetto Alfa (una sola persona), circondato dai subalterni, tra i quali abbiamo i soggetti Beta che coadiuvano direttamente con il capo branco (soggetto alfa), mentre gli Omega sono “le ultime ruote del carro”, i soggetti che vengono considerati praticamente inesistenti.

Una cosa molto importante è che queste regole, si devono rispettare fin da quando si ha il cucciolo finché il cane diventi anziano, quindi ribadisco per tutta la vita del cane, e, se dovesse succedere di trovare un cane che non sia il nostro, come ad esempio un cane randagio o un cane che si possa trovare che gira per strada, bisogna far attenzione al linguaggio che ci comunica con le posture del suo corpo; ribadisco infatti, che il cane si esprime con il corpo, e noi dobbiamo riuscire a capire cosa ci comunica.

 

Educazione cane: capire il linguaggio del corpo del cane

  1. Se il cane, non è il nostro magari è sciolto al parco, non si avvicina a noi, ed ha la coda alzata e le orecchie dritte, significa che non vuole essere toccato o avvicinato, perché potrebbe reagire in maniera strana.
  2. Se due cani si attaccano, mai mettere le mani in mezzo, si possono dividere facendo dei rumori o tirando dell’acqua fredda.
  3. Può rizzare il pelo in due maniere, se fa una riga per tutto il corpo il cane è molto dominate, se fa tutte chiazze sparsa nel corpo sempre in linea retta sulla schiena, il cane è meno forte.
  4. Può irrigidire il corpo, se lo fa, significa che è infastidito
  5. Se il cane abbaia in maniera infantile (che sembra un cucciolo) e mette le zampe in giù ed il sedere in alto, vuol dire che ha voglia di giocare.
  6. Se tra due cani uno si mette in diagonale è dominante
  7. Se il nostro cane o quello del vicino, ci guarda sbattendo gli occhi o ha la coda tra le gambe, potrebbe essere paura o essere sottomesso.
  8. Se il cane ci si mette a pancia all’aria e scodinzola, significa che si è sottomesso e che si fida incondizionatamente
  9. Se il cane scodinzola e sta mettendo le orecchie all’indietro, mettendosi a pelle d’orso si sta sottomettendo.
  10. Se il cane, sta in giardino di notte , e abbaia furiosamente ci sta avvertendo che c’è qualcosa che che non va.
  11. Se un cane non si conosce, tenere sempre le braccia giù e gesticolare il meno possibile, e se il cane si avvicina a noi per odorarci , si può mettere la mano sotto al muso per fargli sentire l’odore, ricordandosi di non mettere mai la mano sopra alla testa, perché per il cane è un atto di dominanza.
  12. Le orecchie all’indietro possono significa paura, ma se lo fa mentre sta ringhiando si prepara all’attacco.
  13. Se il cane, quando rientrate a casa, vi fa le feste e fa pipì, significa che è emozionato e si sta sottomettendo, comunicandovi la sua gioia.
  14. Quando due cani si incontrano al parco, e uno dei due sta odorando il posteriore, significa che studiano il carattere l’uno dell’altro.
  15. Quando due cani faccia a faccia stanno si ringhiano e si fissano negli occhi si stanno per attaccare, poi si possono sottomettere o sdraiandosi a pancia all’aria o mettendo la coda tra le gambe.
  16. Se il cane scodinzola veloce vuol dire che è contento, se scodinzola

lentamente oppure veloce in maniera forsennata, può essere nervoso o infastidito.

  1. Se andate a casa di qualcuno e il cane non lo conoscete, e avete il cappello ed occhiali scuri, dovete togliere il tutto, perché il cane non distingue molto bene da una certa distanza.
  2. Se il cane non è il vostro non fissarlo negli occhi, perché per il cane è un atto di dominanza e sfida.

 

Regole di educazione del cane

  1. Il cucciolo maneggiarlo il più possibile, esempio spazzolando tutti i giorni, toccargli sempre la testa e le orecchie e soprattutto la bocca.
  2. Quando si da mangiare è sempre meglio frazionarlo 2 o 3 volte al giorno, per il rischio della torsione, e si consiglia di farlo giocare almeno 2 ore dopo il pranzo.
  1. Quando il cane fa qualcosa di positivo rinforzarlo con una carezza o un biscotto.
  2. Quando il cane, non è vostro, mai inchinarsi su di lui perché il cane vede male e può prendere come un atto di dominanza.
  3. Quando andate da qualcuno, e sapete che c’è un cane che non vi ha mai visto, vestitevi sempre di chiaro, perché il cane non vede i colori come noi.
  4. Se il vostro cane scappa al parco, non correre mai nel senso dove va il cane, ma andare nel senso opposto, in questo modo si attira l’attenzione su di noi.
  5. Quando si da mangiare farlo sempre mettere seduto e contare fino a 5 o 10 secondi.
  6. Se il cane fa la pipi dentro casa, bisogna sgridarlo solo quando lo si coglie sul fatto, non dopo perché non recepisce, se lo si coglie sul fatto, sgridarlo e isolarlo per almeno un quarto d’ora.
  7. Quando mangiamo noi umani, non dare niente da tavola.
  8. Prima mangia l’uomo poi il cane, perché è un fatto di gerarchie.
  9. Ogni volta che si passa dalla porta o finestra, dobbiamo passare prima noi, e non lui.
  10. Almeno duo o tre volte al giorno, il cane deva fare il controllo di sé, ad esempio si fa mettere seduto e per terra si mette un biscotto e non lo deve prendere per 10 secondi.
  11. Non deve salire sul letto dove dormiamo, perché è un fatto di rispetto verso di noi.
  12. Farlo mettere seduto senza motivo, per non fargli perdere i comandi già appresi.
  13. Abituare il cane, fin da piccolo, a lasciarlo da solo per qualsiasi motivo, incominciando prima con 10 minuti, poi con 30 minuti arrivando fino a 3 o 4 ore al giorno, solo in questa maniera si abitua a non andare in ansia da separazione.
  14. Abituare il cane ai rumori forti, come ad esempio i botti, o il cadere delle pentole.
  15. Abituare il cane alla gente, per questo si consiglia di portarlo al mercato.
  16. Anche se il cane, ha scelto solo un capo branco, farlo maneggiare da tutti i componenti della famiglia.
  17. Se abbiamo un cane, ma ne vogliamo un altro dobbiamo sempre rispettare le gerarchie, cioè se dò da mangiare ai cani, devo dare la ciotola prima a quello più vecchio e poi all’ultimo arrivato.
  18. Fare giocare il cane solo quando dite voi, ad esempio se lo fate giocare con la pallina al massimo 30 minuti e poi dovete togliere la pallina, se non viene tolta il cane diventa troppo possessivo e diventa il padrone lui di se stesso.
  19. Se a ogni comando si associa, ad esempio battere le mani e dire il comando come il seduto, dopo un po’ di tempo il cane lo farà automaticamente solamente se battete le mani, detto anche riflesso condizionato.
  20. Se non si ha un giardino farlo uscire almeno 3 volte al giorno.
  21. Abituare il cane alla macchina.
  22. Mai legarlo alla catena come punizione, e non legarlo a catena mai, anche perché è vietato dalla legge, il cane potrebbe diventare capo branco di se stesso.
  23. Il cane quando si porta al guinzaglio, non deve mai tirare, può stare o a sinistra o destra del padrone.
  24. Quando si porta in giro, sempre con un collare e una medaglietta con nome e numero del padrone.
  25. Il cane per strada va tenuto sempre legato, mai sciolto.
  26. Quando noi rientriamo a casa , il cane ci farà le feste ma non ci deve saltare addosso, noi entriamo e lo ignoriamo.

Quando si dà da mangiare al cane, farlo prima sedere poi tenere la ciotola con

il cibo al max un quarto d’ora, poi mangia o non mangia si rimuove il tutto (anche la ciotola vuota), perché è proprio con il cibo che si canalizzano le gerarchie.

 



cane


Educare il cane: quando arriva un bebè

  1. Se in famiglia si sa che arriverà un bambino, ma se il cane c’è prima della nascita del bambino, si consiglia abituare il cane in casa con un bambolotto in giro, o fargli sentire sempre un pianto o i tipici versi che fa un bambino nato.
  2. Dopo la nascita fargli vedere il bambino, e non scordarsi mai del cane, anzi premiarlo sempre in presenza del bambino, in maniera che associ al bimbo una nota positiva.
  3. NON LASCIARE MAI SOLI BIMBO E CANE, NEANCHE SE E’ UN CANE DI TAGLIA PICCOLA, QUANDO SI TROVERANNO INSIEME, CI DEVE ESSERE SEMPRE LA SUPERVISIONE DI UN ADULTO

 

Educare e pulire il cane: pulizia minima del cane

  1. Mettere il Front Line, per pulci e zecche,(o altro prodotto simile) tutti i mesi.
  2. Lavarlo tutte le settimane con acqua e aceto (acqua tiepida ed aceto bianco rapporto 1 a 4), per pulire e lucidare il pelo, l’aceto serve anche come prevenzione per combattere i funghi (anti-micotico).
  3. Lavare sempre i denti, almeno una volta alla settimana.
  4. Usare i gel per le orecchie.
  5. Tagliare le unghie una volta al mese o a seconda della crescita

 

In conclusione, se riuscirete a seguire queste regole educative, capirete di più i nostri amici e instaurerete un rapporto d’amore e avrete il rispetto del vostro cane, ma per avere rispetto non significa PICCHIARE il vostro cane, il rispetto si ottiene con queste semplici regole che andranno rispettate tutta la vita.

Ricordate che il cane non ha la vista come noi umani, vede molto male da vicino (in maniera distorta), mentre è capace di vedere un oggetto anche in lontananza, ma in compenso ha un udito e un olfatto ottimo, quindi ci può sentire 3 chilometri prima che arriviamo a casa.

Inoltre ricordare che abbaiare per il cane è come parlare per noi umani, può succedere

anche che quando ritornate a casa può ululare perché, secondo lui sta radunando il branco, poi alcuni cani abbaiono poco come i molossi, invece i lupoidi tendono ad ululare.

 

Quando arriva il cucciolo in casa DEVE ESSERE BEN CHIARO che non è lui a comandare, e bisogna canalizzare le sue energie e gerarchizzarlo, con gentilezza, coerenza e pazienza. Per quanto riguarda i bambini si deve ricordare che, per un cucciolo, qualsiasi cucciolo, sono segni di dominanza:

baci, carezze, abbracci, lo sdraiarsi sopra di lui in un prato, ma nel contempo voi adulti che dovrete supervisionare questo rapporto, dovrete assolutamente abituare il cane a questo tipo di “tenerezze umane” perché qualora il bambino facesse un gesto del genere, il cane saprà già che è un gesto d’amore e non un gesto di dominanza. Bisogna anche educare il bambino a non tirare la coda, le orecchie ecc. L’educazione va elargita di pari passo a bambini (se ne avete) ed al cane. Il linguaggio del cane è completamente diverso da quello umano, è un linguaggio fatto di posture, di sguardi, di gesti, perciò il cucciolo da subito va abituato ad essere maneggiato; dovrete spazzolarlo tutti i giorni, pulirgli i dentini dopo mangiato (con un pezzetto di ovatta imbevuta di bicarbonato diluito in acqua, oppure con gli appositi spray che si vendono in commercio), dovrete immediatamente mettergli un collarino ed una pettorina dove aggancerete il guinzaglio (per i molossi è di gran lunga meglio la pettorina, perché mettendo il guinzaglio al collo e tirando inevitabilmente per camminare, potrebbe stimolarlo a tirare ancora di più); dovrete abituarlo a pulirgli le orecchie, a tagliarli le unghie, insomma dovrete essere dei veri capobranco, perché il capobranco è colui che possiede la leadership e provvede ai bisogni del branco, dunque anche alle “pulizie” giornaliere.

 

Con un molosso cucciolo non bisogna mai fare il gioco del “tira e molla” perché hanno una forza davvero notevole e potrebbero far cadere i bambini, e questo stimolerebbe una competitività che tutti i cani hanno innata. Veniamo al momento del cibo; tutti dovrete assumere lo stesso atteggiamento con il cane e cioè, al momento di dargli da mangiare dovrete:

prendere la sua ciotola e metterci preventivamente un biscotto umano dentro senza che il cane vi veda, al momento di dargliela per mangiare lo dovrete far sedere (se portate la ciotola al di sopra di almeno un palmo dalla sua testa e la farete andare indietro della stessa (senza poggiarla su di lui), il cane tende a sedersi automaticamente, e voi assocerete la parola seduto (che il cane imparerà), poi mangerete prima voi il biscotto messo preventivamente, e lo farete attendere un paio di minuti prima di dargliela; poi se inizia subito a mangiare ok (in genere ci mettono pochissimo), ma se indugia, si gira intorno, giocherella, dopo un quarto va rimossa e tolta dalla sua vista (non tenere mai a portata di mano neanche la ciotola vuota perché il cane diventa possessivo), mentre la ciotola dell’acqua va tenuta sempre piena. Usare sempre il metodo del rinforzo positivo: se il cane fa una cosa giusta che vi aggrada premiarlo immediatamente con un biscottino, un pezzetto di parmigiano ecc., se invece fa una cosa sbagliata, tipo pipì dove voi non volete non sgridatelo assolutamente e pulite con acqua ed aceto, se invece dovesse ringhiare a voi o a ipotetici bambini, lì dovete intervenire ma solo con la voce dicendo un secco “NO”, e se lo fa seduto sul divano, farlo scendere immediatamente e sedervi voi al suo posto.

 

Quando lo portate fuori e fa pipì, o in giardino o in strada, lodatelo esageratamente, in maniera che lui associ le coccole con quel gesto. Detto questo sappiate che il cane è un compagno magnifico, fedele come pochi e che davvero non esistono CANI CATTIVI, nel modo più assoluto; il cane ha bisogno di vivere a stretto contatto con l’uomo (per i molossi questa regola è ancora più marcata), mai isolarlo in un giardino da solo tutto il giorno, deve essere insomma partecipe della vita familiare. Ricordatevi di coccolarlo tanto quando fa cose giuste, ma se lui viene a chiedere continuamente le coccole ignoratelo, dovrete essere voi a decidere quando farlo, con lievi carezze sulla testa (per il cane significa dominanza) e brevemente. Il cane è un animale di branco e voi siete il suo unico riferimento, lo dovrete essere per tutta la vita.

 

Per farsi rispettare ed arrivare a non far mordere il cucciolo, soprattutto se si hanno dei bambini in casa, ma anche se non ci sono, dargli cioè l’inibizione al morso, anche se i nei primi due mesi questo “lavoretto” lo fa la mamma cana, si devono canalizzare le gerarchie, perciò dar da mangiare al cane, sempre con il metodo del biscotto umano nella ciotola come descrivevo sopra, farlo sedere, prima di porgere ciotola, prima di accarezzarlo, prima di dargli un premio, insomma abituarlo che voi tutti, bimbi compresi, siete suoi superiori gerarchici (il capo entra ed esce per primo dalle porte, non fa salire sul suo letto e sul suo divano il cane, almeno all’inizio, poi se ne avete piacere quando avrà capito chi dirige il gioco, fatelo stare tranquillamente vicino a voi sul divano); il cucciolo tende a mordere le caviglie, soprattutto se è un lupoide o un pastore, voi ignoratelo completamente, e se lui continua alzarsi e andarsene ed isolarlo, praticamente ogni volta che lui tenta di mordere lo si deve isolare, lo si deve lasciare come un “baccalà” e non filarselo assolutamente, solo con la coerenza e la pazienza, lavorando tutta la famiglia insieme si farà diventare il cucciolo un vostro subalterno. Il cibo andrà dato una volta ciascuno: prima il papà, poi la mamma, poi il figlio più grande ecc. sempre con lo stesso metodo. Importante ignorare le cose negative che fa il cucciolo a meno che sia una cosa grave come tentare di mordere un bambino, allora lì bisogna sgridare duramente, altrimenti fare come sopra, e quando fa una cosa positiva premio e carezza sulla testa.

 

Ricordatevi infine che nessun cane, a meno che sia un capobranco ed allora ha la propensione a “comandare” naturalmente, vuole assumersi la responsabilità di capobranco, o meglio è combattuto, da un lato gli piace tentare le scalate gerarchiche, ma dall’altro è un po’ come se pensasse: “ma chi me lo fa fare? Tanto pensano a tutto loro!”, per questo è maggiormente difficile educare un cane che si trovi a metà nella scala gerarchica che un vero capobranco, perché un vero capobranco è ben cosciente della forza del suo morso, e non morderà mai, perché qualora lo facesse sarebbe solo per porre fine a una situazione: il vero capobranco è cosciente del suo status e non ha bisogno di dimostrare nulla a nessuno, mentre i cani che si trovano in mezzo sono indecisi, né sottomessi né dominanti, per cui siamo NOI a doverli rendere subalterni a noi, è per questo che il cucciolo va educato da subito.

 

1) non coccolare mai Diego (nome di fantasia) per nessun motivo, solo se fa una cosa che vi aggrada lo dovete premiare con un bocconcino e una carezza leggera sulla testa, mai vezzeggiarlo, mai tentare di accarezzarlo, perché per il cane l’essere accarezzato, almeno un cane che soffra di deprivazione da canile e di socializzazione lo prenderebbe come una dominanza, o se è un cane in famiglia si sentirebbe il capo;

 

2) al momento che entrate nel box, non guardatelo negli occhi, non chiamatelo ma IGNORATELO, se lui vi salta addosso, riuscite immediatamente dal box, chiudete la porta e andate via; tornate dopo circa 10 minuti, fate la stessa cosa, se vi risalta addosso, idem, questo per 3-4-5 volte, finché lui capirà che non deve né saltare né mordicchiare; non sgridatelo, semplicemente IGNORATELO; quando avrà capito e non vi salterà addosso né vi morderà le mani, premiatelo immediatamente con bocconcino;

 

3) il cibo: entrate nel box, sempre ignorandolo, porgete la ciotola, se ci riuscite dopo averlo fatto sedere, ciotola in terra, uscite chiudendo la porta, dopo un quarto d’ora rientrate; ha mangiato o non ha mangiato rimuovete la ciotola (mai lasciare la ciotola del cibo a disposizione, anche se vuota, mentre quella dell’acqua deve essere sempre a portata di mano), prendete la ciotola e uscite in silenzio;

 

4) momento della passeggiata: entrate nel box, come sopra, se salta addosso riuscite e non lo fate uscire, fate uscire altri cani e poi tornate da lui, 3-4-5 volte; se non capisce non lo fate proprio uscire. Se si comporta bene, lo fate uscire una volta, e dopo qualche tempo (tipo un’oretta) lo rifate uscire, in maniera che lui associ al suo buon comportamento una buona ricompensa.

 

NON VOLTATE MAI LE SPALLE A QUESTO CANE, sempre di fronte non guardandolo negli occhi (potrebbe prenderla come una sfida), TRATTATELO CON INDIFFERENZA. I cani hanno un processo mentale completamente diverso dal nostro, hanno bisogno di un leader e in natura nel branco dei lupo il soggetto alfa-leader ai subalterni non se li fila proprio per niente: niente baci, niente carezze, niente paroline dolci, anzi se lui viene a cercare le coccole ignoratelo, sarete voi che ogni tanto, quando fa qualcosa di giusto gli darete una carezza lieve sulla testa (è contemporaneamente un gesto affettuoso ed un gesto di dominanza che il cane percepisce all’istante).

 

SITUAZIONE TIPO DI UNA CUCCIOLONA MAREMMANA NEI RIGUARDI DEL BAMBINO DI CASA

Andiamo per ordine:

è normale che Zara voglia stare al centro dell’attenzione, perché il bimbo è un cucciolo quanto lei, dunque ogni volta che Zara si trova vicino al bambino, premiarla con un bocconcino prelibato, ma non quando si frappone in mezzo; per esempio se Zara è in giardino, e il bambino esce con un adulto ci deve essere un’altra persona vicino a lei che la premia immediatamente, prima ancora che il bambino si avvicino a lei;

non sgridarla mai quando si trova vicino al bambino, al contrario quando il bimbo non è nella sua visuale, se lei commette una sciocchezzuola qualsiasi sgridarla con tono deciso, questo perché lei associ il bambino come un suo complice, come quell’essere che se sta vicino a lei, le cose vanno meglio;

se si mette in mezzo al bambino ed ad un adulto, farla chiamare a viva voce da un altro adulto della famiglia e attirare la sua attenzione con un pacco di biscotti, un pezzo di parmigiano o altre leccornie, e quando si sposta ed arriva dall’adulto che l’ha chiamata, premiarla immediatamente, in questa maniera lei assocerà il bambino solo a cose molto positive;

 

ultima cosa per quanto riguarda il bambino si deve, anche se noi “umani” può sembrare una schifezza, lasciare in terra il pannolino (se ancora il bimbo lo porta) sporco (sia pipì che pupù) del bimbo e lasciarla annusare abbondantemente, in maniera che riconosca questo odore immediatamente come familiare, e non possa in qualche maniera essere infastidita dal piccolo.

 

Per quanto riguarda il morso, assolutamente non vi deve mordere né braccia né mani (se morde gli oggetti è normale perché è piccina); quando farà questo gesto, anziché sgridarla lasciatela sola come una “baccalà), giratele le spalle e andate via, possibilmente lasciandola isolata in giardino, insomma non filarsela per nulla, a meno che tenti di mordere le braccia del bimbo, allora lì dovrete essere molto energici e sgridarla fermamente e subito dopo isolarla; in tutti e due i casi, niente giochi, niente ossetti, nulla di nulla, il vuoto, quando invece si comporta bene fatela anche giocare, tenetela occupata, dandole leccornie varie e giochi divertenti.

 

 

Rossana Rossi, educatrice cinofila

per domande sull’educazione del cane e su problemi comportamentali contattare Rossana: igorlaila@alice.it
Associazione Volontari Rifugio Antonio Huete y Aranda
Canile di Furbara-Santa Marinella Roma